Dalle pagine del Sun, rimbalzando sul web italiano, ci arriva la storia di una ragazza che sarebbe riuscita a portarsi a letto ben cinquanta uomini diversi in tre mesi, grazie alla rete naturalmente. Se pensate che cosi' tanti corteggiatori in così poco tempo se li sia dovuti sudare vi sbagliate.
La ragazza 23enne, iscritta su Facebook da settembre, ha deciso ad un certo punto di aprire un "gruppo" dall'inequivocabile nome: "Ho bisogno di sesso".
In brevissimo tempo il gruppo ha raggiunto i 300 iscritti (35 gia' nei primi 10 minuti). L'intraprendente rubacuori ha poi scremato i pretendenti, decidendo di incontrare di persona nei locali della sua citta' 100 di essi, per poi finire a letto con la meta' degli uomini incontrati.
L'account le e' stato sospeso e il gruppo chiuso, quindi e' inutile che li cerchiate!
In un'intervista la ragazza afferma di sentirsi libera e liberata, che si e' divertita a soddisfare un suo desiderio e che ha preso sempre delle precauzioni, sia per il sesso sia per la possibilita' di fare dei brutti incontri, noncurante di chi la addita come una prostituta.
Trovo la notizia quanto meno curiosa, se non altro perche' di sicuro questa donna qualche record l'avra' sicuramente battuto, per il resto una ragazza di 23 anni di se' e del suo corpo fa quel che vuole (bravi, prima tutti su Facebook a cercare il suo account poi di nuovo qui a giudicare) ma la vicenda spinge a galla la polemica sui social network e la facilita' con cui l'adescamento sessuale puo' avvenire, che diventa un problema quando ad abboccare e' un minore.
Facebook pero' tranquillizza tutti poiche', spiega, il meccanismo alla base della propria piattaforma spinge nuove conoscenze tramite gli amici che gia' si conoscono, instaurando un meccanismo basato sulla fiducia. Gran parte degli utenti iscritti poi, si registrano e si presentano agli altri con i propri veri dati a differenza di altri social network anche molto piu' popolari come Myspace, in cui lo scorso hanno sono stati scovati 744 individui colpevoli di crimini sessuali, grazie alla collaborzione fra Wirede e la Polizia di New York.
Tratto da:
Appunti DigitaliPubblicato da Enrico Pascucci